I commenti sui corti finalisti del critico cinematografico Federico Berti

L’associazione ringrazia il critico cinematografico Federico Berti, membro della giuria del festival, per aver scritto queste piccole recensioni sui cortometraggi finalisti di Arno Stream Fest.

Candidati per la Migliore Idea

1)      NELLA TASCA DEL CAPPOTTO di Marco di Gerlando

Lavorare con i bambini è impresa difficilissima per qualsiasi regista. Stavolta l’autore entra in punta di piedi nel mondo fantasioso ed affascinante dell’infanzia. Un eccellente lavoro di montaggio che si sposa perfettamente con un ritmo crescente fino alla sequenza finale che nobilita il messaggio contenuto nel film.

2)      AMORE DI MAMMA di Sara Spinelli

“Un figlio è un arma contro la crisi, non un peso”. Potrebbe essere una frase contenuta in una video inchiesta che racconta le difficoltà delle giovani coppie nel diventare genitori. Invece è un corto originale che arriva al cuore dello spettatore Con il pregio della sintesi e del paradosso.

3)      MATILDE di Vito Palmieri

Il mondo dell’infanzia visto attraverso gli occhi di Matilde. I suoi sguardi celano un piccolo segreto che l’autore sa svelare nel momento giusto. Poche parole, molte immagini attente e curate, grazie ad una regia che non dimentica mai il particolare. Matilde è una piccola poesia raccontata in cinema.

4)      LA QUARTA DIMENSIONE di Davide Salucci

Originale, stravagante, coraggioso; per l’argomento trattato e per lo stile scelto, come il vero cinema d’autore sa fare. La quarta dimensione rinuncia da subito all’immagine in movimento, re-inventando un personale linguaggio cinematografico che si priva persino del colore. Tra il bianco e il nero, una lunga serie di sfumature per raccontare un’anima tormentata

5)      L’AMORE CORTO di Valentina Vincenzini

Non è affatto corto l’amore che l’autrice nutre nei confronti del cinema. Dieci minuti per raccontare le difficoltà di chi ha deciso di esprimersi attraverso la settima arte. Con ironia e con l’estrema abilità di giocare con il mezzo cinematografico, un atto d’amore che si trasforma in un manuale di sopravvivenza per i giovani artisti che hanno talento

Candidati per il Miglior Cortometraggio

1)      ISACCO di Federico Tocchella

Un affascinante mix tra cinema ed animazione, con l’utilizzo di materiali “poveri” come vuole la migliore tradizione di una volta. Il maggior pregio del regista è stato quello di capire il talento naturale del bambino protagonista e su questo costruire l’identità del cortometraggio. Non meno bravi gli altri attori capaci di trasmettere le emozioni con soli pochi piccoli gesti.

2)      EHI MUSO GIALLO di Pierluca Di Pasquale

Un vero e proprio omaggio ai film di genere; thriller, noir, gangster movie, i riferimenti ci sono tutti. Con grande attenzione ai particolari, alle scenografie che trasmettono inquietudine ed angoscia. Un racconto dentro un racconto. Sarà verità o finzione ? Ottima regia e ottima performance degli attori protagonisti.

3)      AMERICA di Alessandro Stevanon

“Io sono il primario del reparto eternità”. A pronunciare questa frase, una voce fuori campo che arriva dal profondo di un’anima ferita che si confessa in tutti gli aspetti più intimi. Il racconto di una vita qualunque e anonima trasformata sapientemente in un qualcosa di emozionante. Un racconto tragico e amaro che fa della normalità un cortometraggio fuori dal normale.

4)      MORE THAN TWO HOURS di Ali Asgari

Con una sceneggiatura scarna di parole, con uno stile registico da cinema verità, l’autore tocca il cuore dello spettatore. Quindici minuti per riflettere sulla condizione femminile in un paese lontano. Un piccolo grande film dal grande significato morale, civile, politico e sociale.

5)      ZWEIBETTZIMMER di Fabian Giessler

Quando l’animazione è grande, il risultato è grande cinema. In pochi minuti una metafora sulla vita e sulla morte. Sulla grande capacità dell’essere umano di sviluppare creatività e fantasia. E con quel pizzico di ironia che da un valore aggiunto, come anche il taglio particolare delle immagini, dei colori e delle atmosfere.

6)      CI VUOLE UN FISICO di Alessandro Tamburini

Con assoluta padronanza del mezzo cinematografico, supportato da una sceneggiatura convincente, il regista ironizza sui piccoli e grandi tormenti dell’era moderna: riuscire ad incontrare la persona giusta nel momento giusto, accettarsi con le proprie imperfezioni e con qualche chilo di troppo. Ma la vera forza del film sta nel talento naturale dell’attrice protagonista.

7)      FRATELLI MINORI di Carmen Giardina

9 maggio 1978. Uno dei giorni più tristi della storia d’Italia. Il corpo di Aldo Moro viene ritrovato in via Caetani. A qualche centinaio di chilometri più a sud, la terribile scoperta dell’uccisione di Peppino Impastato. Un gruppo di militari dimenticati vive con sgomento quel giorno. Ansia e angoscia, tensioni e rabbia sapientemente raccontati dall’autore.

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